31/10/2007

REQUIEM FOR A DREAM

 REQUIEM FOR A DREAM

 

Directed by Darren Aronofsky
Produced by Eric Watson
Palmer West
Written by Novel:
Hubert Selby, Jr.
Screenplay:
Darren Aronofsky
Hubert Selby, Jr.
Starring Ellen Burstyn
Jared Leto
Jennifer Connelly
Marlon Wayans
Christopher McDonald
Music by Clint Mansell
Distributed by Artisan Entertainment
Release date(s) October 6, 2000 (limited)
November 24, 2000
Running time 102 min.
Country Flag of the United States United States
Language English
Budget $4.5 million

 

Dal romanzo omonimo (1978) dello statunitense Hubert Selby Jr., che l'ha adattato col regista e interpreta una particina, questo 2° film di D. Aronofsky – dopo ? - Il teorema del delirio (1997) – è un cupo dramma sulla società degradata e “drogata” degli USA, rispecchiata nei personaggi principali: Sarah, matura vedova (E. Burstyn) videointossicata che esce dal suo stato letargico soltanto quando le promettono un'apparizione nel suo favorito programma di quiz TV; Harry, suo figlio tossico (J. Leto), che sogna di diventare uno spacciatore d'alto bordo col caro amico (M. Wayans), e Marion, fidanzata di Harry (J. Connelly), operatrice disoccupata di abbigliamento, che si prostituisce. Questo interno di umanità perdente alla deriva è raccontato con immagini visceralmente sperimentali (fotografia: Matthew Libatique) e un montaggio convulso. Il tutto all'insegna di una compiaciuta retorica dei cattivi sentimenti.

22/10/2007

THE GOOD SHEPHERD



The good shepherd - L'ombra del potere

 

Anno: 2006

Distribuzione: Medusa

Durata: 167'

Data uscita in Italia: 20 aprile 2007

Genere: drammatico

 

Regia: Robert De Niro

Sceneggiatura: Eric Roth Robert De Niro

Fotografia: Robert Richardson

Musiche: Marcelo Zarvos Bruce Fowler

 

                                                                             Cast

Generale SullivanRobert De Niro

Sam MurachAlec Baldwin

Ray BroccoJohn Turturro

Philip AllenWilliam Hurt

Hanna SchillerMartina Gedeck

Edward WilsonMatt Damon

CummingsBilly Crudup

CloverAngelina Jolie

 

LA VICENDA è INCENTRATA SULLA VITA DI UN AGENTE DELLA C.I.A. FRUSTRATO DALLA SUA SITUAZIONE E SULLA NASCITA DELLE ORGANIZZAZIONI SEGRETE DI STATO. LA STORIA NATURALMENTE NON POTEVA CHE AVERE LUOGO NELLA PRIMA FASE DELLA GUERRA FREDDA. OPERAZIONI DI SPIONAGGIO E CONTROSPIONAGGIO, UNIONI E TRADIMENTI CHE SPESSO VANNO A URTARE  LA SFERA DEGLI AFFETTI PRIVATI . LA MORSA CHE ATTANAGLIERA' IL PROTAGONISTA PER TUTTA LA DURATA DEL FILM SARA' PROPRIO LA DIFFICOLTà DI POTER FAR CONVIVERE IL  LAVORO DI AGENTE SEGRETO CON QUELLO DI PADRE DI FAMIGLIA.

 SECONDO FILM DEL GRANDISSIMO ROBERT DE NIRO!

BUONA VISIONE! 



20/10/2007

Telefilm!





Telefilm americano vs telefilm italiano.

 

È troppo tempo oramai che in Italia per “godersi”  un telefilm come si deve occorre ricorrere a produzioni oltre oceano. Non riusciamo ad essere minimamente competitivi neanche nella televisione. In USA il telefilm ha preso piede in maniera spaventosa negli ultimi anni. Dal fenomeno Lost ad Heroes , da Jericho a Criminal Minds, da Dottor House a CSI, le piu grandi emittenti televisive sfornano continuamente nuovi prodotti sempre di ottima qualità e pregevole fattura. Noi invece a meno che non prendiamo a prestito qualcosa, sprofondiamo sempre più in basso. CBS e ABC sembrano allontanarsi miglia dai nostri orizzonti. Rai e Mediaset non riescono a tenere il passo? Come mai?

Fondamentalmente i problemi sono due:1) La grave rinuncia di produrre qualcosa di “autoctono” preferendo rifilare al pubblico pacchetti preconfezionati esteri gia testati e pronti per l’utilizzo; 2) Una grande e oscena differenza di qualità.

Spesso sento dire: “ I nostri telefilm sono brutti perché abbiamo attori che non sanno recitare” oppure “ I telefilm italiani sono pessimi perchè non abbiamo bravi registi”. Ecco io non sono d’accordo. Penso che molti attori italiani non abbiano niente da invidiare agli attori stranieri e anche molti registi del nostro paese sanno senza dubbio  il loro mestiere. Non sono quelli i mali della pochezza dei telefilm italiani.

Individuerei sostanzialmente due problemi principali:la sceneggiatura e la fotografia.

Per quanto riguarda le storie mi sembra che ci sia ben poco oramai da dire. È evidente che le nostre storie hanno completamente perso la capacità di farci sognare e di farci staccare per un’ ora dalla poltrona per catapultarci in una “visione altra”. Le storie sono fondamentali per film e telefilm. Sono la spina dorsale che regge tutto il corpo. E non servono produzioni hollywoodiane. Servono solo idee originali che si discostino dalle solite storie di pettegolezzi, di vicinati e di belli e belle in posa davanti ad una telecamera. Con questo non voglio insinuare minimamente che manchino sceneggiatori di livello in Italia. Ce ne sono tanti ma non è data loro la possibilità di esprimersi per le ,tristemente note, regole di mercato. E allora continuiamo ad offrire all’utenza le solite storie.

Un’altra cosa che è andata persa in Italia è la cultura dell’immagine. Lo si evince dal fatto che il telefilm italiano a differenza di quello americano è prima di tutto tele, e poi film. Ogni inquadratura sembra riportarci in uno studio televisivo. Luci a tutto spiano. Mai un taglio interessante. Mai una scelta registica un po’ azzardata. E per un po’ intendo un piccolo piano sequenza. Niente di più.

Noi non abbiamo inteso bene la parola telefilm. Dovrebbe essere un film che viene trasmesso in televisione e non uno studio televisivo con all’interno dei figuranti che parlano e ammiccano tra di loro. Quello è il territorio della De Filippi e di Costanzo. Il telefilm è tutta un’altra cosa. Abbiamo tutto il potenziale che ci serve. Basta solo cambiare rotta.

 

                            

                                                                                                          Francesco Corsini